Visitare Macugnaga

Visitare Macugnaga

Bandiera Arancione del Touring Club, “Perla del Monte Rosa”, Macugnaga è quella splendida meta da non perdere durante una vacanza a Domodossola (come nel mio caso) oppure in una delle altre bellissime località della Valle Anzasca.

E già l’itinerario per raggiungerla è una piacevole sorpresa da godersi chilometro dopo chilometro: la statale 549, infatti, si inerpica ripida per circa una trentina di chilometri, tra scarpate a strapiombo, l’incanto della montagna sempre più autentica e graziosi villaggi alpini come, ad esempio, Bannio e Ceppo Morelli.

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Un preludio che emoziona e che prepara al meglio per lo spettacolo del fiabesco borgo Walser vegliato dalla parete est del Monte Rosa, la più larga e alta delle Alpi, maestosa e imponente.

Visitare Macugnaga è una vera gioia per gli occhi e per il cuore, il sogno realizzato di ogni amante della montagna: l’abitato è suddiviso in varie frazioni, ognuna con un’identità propria, ma con una giornata a disposizione quelle da vedere assolutamente sono Staffa, il “capoluogo” dove oggi si trovano il Municipio e tutti i servizi, Borca con il caratteristico Museo Casa Walser, Dorf, il primo nucleo abitativo del popolo Walser, e Pecetto, dove la strada statale termina e il Rosa si fa ancora più vicino.

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Borca e il Museo Casa Walser

La prima tappa di una visita ideale a Macugnaga inizia dalla prima frazione che si incontra risalendo la statale, Borca, che oggi ospita l’inconfondibile Museo Casa Walser nella settecentesca casa parrocchiale.

E’ questo il modo perfetto per immergersi appieno nella cultura e nella tradizione dei Walser, popolo di origine alemanna proveniente dal Vallese che, intorno al 1200, oltrepassò a piccoli gruppi i valichi alpini per formare floride comunità in totale armonia con il territorio e la natura che li ospitava.

L’edificio, su tre piani, raccoglie oggetti della vita quotidiana e mostra al contempo quella che era la tipologia abitativa dei Walser di Macugnaga: al piano interrato, ecco la cantina con il pavimento in terra battuta, dove sono allestite mostre contemporanee e una collezione permanente di antiche stampe e fotografie; al pianterreno, ammiriamo invece la cucina con il focolare, l’antico ingresso e il locale più importante di tutta la casa, ovvero la “stobu” dove la famiglia si riuniva e gli ospiti potevano dormire; al piano rialzato, infine, propone tre sale, una dedicata ai mestieri della tradizione, la seconda agli oggetti utilizzati per la lavorazione del pane e la terza con i documenti della Società Mineraria.

 

Staffa, il cuore pulsante di Macugnaga

Staffa la posso definire il “cuore pulsante” di Macugnaga, dove ho trascorso la maggior parte del tempo, passeggiando tra le caratteristiche case Walser in legno con i balconi fioriti immerse tra verdi prati nell’abbraccio di un idilliaco scenario montano.

Qui non mancano negozietti dove scoprire e acquistare oggetti tipici, negozi di alimentari, bar, i giardinetti pubblici con il monumento ai Caduti, la piazzetta principale dove fare una piacevole sosta, e hotel, il tutto in un’atmosfera vivace ma serena e rilassante.

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In più, in Via Prati, spicca il Museo storico della Montagna e del Contrabbando, ricco di testimonianze sulla storia alpinistica a Macugnaga con reperti quali sci, zaini, ramponi, indumenti originali e corde, e una sezione incentrata sul contrabbando del riso verso la Svizzera., mentre di sicuro fascino è la Chiesa parrocchiale dell’Assunta custode, al suo interno, di pregevoli lavoro scultorei e di intaglio risalenti al Settecento, nonché di una cantoria policroma e di due dipinti dell’artista locale Bartolomeo Iacchini.

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Dorf e il più amato simbolo di Macugnaga

Proseguendo lungo un sentiero ben delimitato da Staffa con gli occhi puntati sul Rosa, una piacevole camminata conduce a Dorf, dove si staglia il simbolo più amato di Macugnaga, il Vecchio Tiglio, suggestivo albero di oltre 700 anni probabilmente messo a dimora dai fondatori alemanni nel XIII secolo: con i suoi 7 metri di circonferenza e il fusto alto 3,5 metri, era il punto nevralgico della zona sotto le cui fronde si svolgeva una fiera che attraeva visitatori da tutte le valli dei dintorni.

E’ senza dubbio una grande emozione trovarsi al suo cospetto e sostare per un po’ al di sotto dei suoi tuttora possenti rami!

 

Di fronte, la Chiesa Vecchia, intitolata a Santa Maria, realizzata in pietra forse già nel Duecento, con interno intimo e accogliente contraddistinto dal soffitto con capriate in legno, e un raccolto cimitero, dove riposano guide alpine, scalatori, alpinisti e scrittori di montagna.

Nei pressi, anche il forno comunitario, un basso edificio in pietra protetto da un portico dove, in passato, si riponeva il pane appena sfornato.

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Pecetto, all’ombra del Rosa

Da Dorf, un’ulteriore passeggiata con lo sguardo meravigliato dall’avvicinarsi del Rosa, dalle piccole cascatelle montane e dal panorama che rimane davvero impresso e che risulta difficile da descrivere soltanto a parole, ecco il traguardo di una visita in giornata a Macugnaga, la frazione di Pecetto, dove la montagna si fa ancora più protagonista.

Tipiche case Walser, sentieri, l’ammaliante parete del Rosa con le sue quattro vette maggiori (da sinistra Gnifetti, Zumstein, Dufour e Nordend), la chiesetta dove è custodita la Madonna dei Ghiacciai, la patrona portata in processione durante l’ultima domenica di luglio a ridosso del ghiacciaio per la protezione dell’abitato e, infine, la cappella dedicata a San Giovanni Battista con decorazioni del pittore Moretti Foggia e la “Pala”, antica baita oggi Monumento Nazionale.

 

Articolo e Foto di Flavia Cantini

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