Vino Santo Trentino DOC

Vino Santo Trentino DOC

Il Vino Santo Trentino DOC è un prodotto molto pregiato che arriva dalla Valle dei Laghi, territorio molto interessante del Trentino a livello enogastronomico. Si tratta di un vino dolce da meditazione, come direbbero quelli esperti, ottenuto da uve appassite e ricco di storia e tradizione, che incarna l’artigianalità e la maestria degli artigiani vinificatori locali.

Le origini

Le origini del Vino Santo risalgono a secoli fa, con le prime tracce storiche che ne attestano la produzione nel medioevo. Al di là dei documenti storici, la produzione del Vino Santo Trentino DOC è un qualcosa che appartiene a ogni famiglia della Valle dei Laghi. Considerato, a furor di popolo, un tonico per la salute, ogni famiglia produceva le sue poche bottiglie (o anche una sola all’anno) per regalarle o tenerle di scorta a casa per quei momenti in cui serviva “tirarsi su”. Non era poco frequente, infatti, che venisse dato da bere alle donne dopo il parto oppure a chiunque uscisse da una malattia o da un’influenza. La sua produzione è un processo lungo e meticoloso, caratterizzato dalla passione e dall’abilità dei produttori che si tramandano segreti e tecniche di generazione in generazione. Il vitigno utilizzato per la sua produzione è laNosiola, un vitigno autoctono del Trentino e propriamente della Valle dei Laghi. 

Materia prima

La caratteristica distintiva di questo vino è la sua l’utilizzo di uve appassite. Una parte della Nosiola, infatti, viene lasciata appassire in vigna dopo la normale fine della vendemmia e poi raccolta e lasciata essiccare per mesi su graticci speciali chiamati “arelle”. Questo processo porterà le uve a perdere parte della loro acqua, concentrandone gli zuccheri e ottenendo così un mosto ricco e zuccherino. Dopo l’appassitura, il mosto viene pressato e il succo ottenuto viene fatto fermentare lentamente in piccole botti di legno.

La pressatura delle uve del Vino Santo avviene, solitamente, durante la Settimana Santa che precede la Pasqua. Il nome del vino deriva proprio da questa tempistica. Piccola precisazione: quando si parla del prodotto della Nosiola appassita si parla di Vino santo, con la O finale. Da non confondersi, infatti, con il Vin Santo che è un prodotto tipico toscano. Tornando a gustare questa specialità trentina, posso dirvi che la pressatura delle uve è un vero e proprio rito che viene portato avanti nel piccolo abitato storico di Santa Massenza. Viene organizzata ogni anno, infatti, una pressatura pubblica, con tanto di un torchio storico. 

Invecchiamento

Una parte fondamentale della produzione del Vino Santo Trentino è l’invecchiamento. Questo avviene in botti di varie dimensioni, spesso di rovere, per un periodo che può estendersi per diversi anni. Durante questo tempo, il vino sviluppa complessità aromatica e gustativa, acquisendo note di frutta secca, miele, agrumi canditi e spezie. Un luogo chiave per capire la profonda complessità di questo vino e per conoscere maggiormente il suo legame col territorio della Valle dei Laghi è la Casa Caveau che si trova a Padergnone. Di cosa si tratta? Potrei definirla come un piccolo museo enologico che ben rappresenta “l’oro” della Valle dei Laghi. Qui ne viene raccontata la storia e viene spiegato come la tradizione sia diventata poi un disciplinare ben specifico che oggi ne regolamenta la produzione. La Casa Caveau è anche il posto giusto per avere un’idea di chi siano i produttori di questa specialità così preziosa. 

 

Dove assaggiare, quindi, il Vino Santo Trentino?


In Valle dei Laghi c’è l’imbarazzo della scelta ma, se dovessi fare un nome solo, vi direi di dirigervi dritti a Cantina Toblino, la cantina sociale di Castel Toblino. Sarete nella zona d’eccellenza della Nosiola e, pertanto, troverete tutto il Vino Santo Trentino che possiate chiedere. Cantina Toblino è la sede anche di Osteria Toblino, un luogo dove mangiare diventa un’esperienza. I menù di degustazione con gli abbinamenti di Nosiola e Vino Santo sono un qualcosa di spettacolare. 

Il Vino Santo Trentino è un tesoro enologico che riflette l’eccellenza della viticoltura della zona, unendo storia, tradizione e maestria artigianale in ogni bottiglia. Ogni sorso è un nuovo racconto. 

 

Articolo e Foto di Giovy Malfiori

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