Dal tavolo popolare alle Stelle Michelin: l’evoluzione di alcuni elementi fondamentali

Dal tavolo popolare alle Stelle Michelin: l’evoluzione di alcuni elementi fondamentali  

C’è una bellezza intrinseca nella semplicità, un fascino che attraversa i secoli e sfida le convenzioni. Nella cucina, questo fascino si manifesta nelle creazioni dei più grandi chef, anche grazie alla loro capacità di impiattare come se stessero realizzando un’opera d’arte. La cucina stellata, però, trae molta ispirazione e tanta bellezza anche dai piatti poveri, nati dalla necessità di utilizzare ingredienti semplici e accessibili. È sorprendente come questi piatti modesti siano stati trasformati in autentici capolavori culinari, conquistando persino alcune stelle Michelin.

L’evoluzione dei piatti poveri in alta cucina è un racconto affascinante di creatività, ingegno e passione. Chef di tutto il mondo hanno preso ispirazione dalla cucina tradizionale e hanno trasformato piatti umili in opere d’arte gastronomiche che, proprio come dei quadri famosi, sono pronti a essere riprodotti, copiati e magari anche migliorati.

Il risotto di Gualtiero Marchesi

Originariamente un piatto della cucina contadina italiana, il risotto è stato trasformato in una prelibatezza culinaria grazie alla maestria di uno chef come Gualtiero Marchesi. Con l’aggiunta di ingredienti come tartufo o l’oro alimentare, fu proprio Marchesi a renderlo il protagonista di alcuni suoi menù stellati.

La Zuppa di Pesce di Massimo Bottura

In molte culture costiere, la zuppa di pesce è stata per lungo tempo un pasto umile consumato dai pescatori e dalle loro famiglie. La caratteristica principale della zuppa di pesce è quella di essere preparata con gli scarti del pesce e non con la polpa. Si tratta di un piatto povero per eccellenza.  Massimo Bottura – chef dell’Osteria Francesca di Modena – fece parlare di sé anni fa, mettendo in carta proprio una zuppa di pesce…a modo suo, ovviamente.  Una delle tendenze degli chef di tutto il mondo è ora sferificare la zuppa e servirla come se fosse un solido che, però, rivela la sua parte liquida in bocca.

Le Verdure di Pietro Leeman

Quante volte abbiamo cercato di rendere onore a una verdura, dal primo al suo ultimo pezzo? Uno Chef che riesce a farlo benissimo è Pietro Leeman, capace di rendere le verdure il protagonista indiscusso di un pasto, grazie a cura, presentazione e creatività. Il suo Joia è il primo ristorante stellato Michelin a essere completamente vegetariano. Se c’è una cosa che possiamo imparare dagli chef stellati come Leeman, questa è proprio come ribaltare la situazione alla quale siamo abituati: da contorno, le verdure diventano protagoniste. E possono riempire l’intera carta di un ristorante stellato.

Il pane di Niko Romito

Lo chef Niko Romito ha aperto il suo Laboratorio per portare all’attenzione di molti alcuni elementi gastronomici fondamentali per la nostra cucina ma anche per la sopravvivenza di tutti. Uno di questi elementi è il pane. Come si può non parlare di cibo che trae ispirazione dalle origini più umili senza citare proprio il pane? Esso è totale espressione del territorio e noi tutti lo sappiamo bene: una pagnotta prodotta in un tale luogo non sarà uguale – malgrado la stessa ricetta – in un altro. Niko Romito lavora ardentemente sulla panificazione per rendere un’esperienza gastronomica anche il semplice morso a un pezzo di pane.

Questi esempi dimostrano che non è necessario utilizzare ingredienti costosi o complicati per creare un’esperienza culinaria straordinaria. La vera magia della cucina sta nella capacità di trasformare gli ingredienti più semplici in piatti che deliziano i sensi e nutrono l’anima. Che si tratti di un risotto al tartufo o di un semplice pane appena sfornato, i piatti poveri trasformati in cucina stellata ci ricordano che la bellezza e la ricchezza possono essere trovate e vanno cercate soprattutto nelle piccole cose.

 

Articolo di Giovy Malfiori

LEGGI ANCHE

 

Follow

Leave A Comment