Cosa visitare a Padova

Cosa visitare a Padova Urbs Picta parte 1

 

Padova Urbs Picta

Padova possiede un inestimabile tesoro pittorico, unico al mondo. La prima cosa da visitare a Padova è proprio questa. Si tratta di alcuni cicli di affreschi trecenteschi inseriti come “sito seriale” nel Patrimonio Unesco dal 2021. Essi costituiscono l’esempio più importante di una tradizione pittorica antica che nel Trecento raggiunse l’apice del suo sviluppo. Il valore delle innovazioni introdotte in questi cicli di affreschi ne fanno un insieme unico nel suo genere. Il merito fu sicuramente di Giotto che aprì la strada ad una nuova stagione artistica. Altri artisti seguirono il suo insegnamento come ad esempio Guariento, Giusto de’ Menabuoi e Altichiero da Zevio. Gli 8 siti della “Padova Urbs Picta” sono: la Cappella degli Scrovegni, la Chiesa degli Eremitani, il Palazzo della Ragione, la Cappella della Reggia dei Carraresi, il Battistero della Cattedrale, La Basilica del Santo, l’Oratorio di San Giorgio e l’Oratorio di San Michele. Lungo il nostro percorso ne visiteremo alcuni, se vorrete potrete poi scoprirli esplorando la città. Partiremo quindi dal complesso dei Musei Civici Eremitani e arriveremo infine alla Basilica di Sant’Antonio di Padova.

 

 

Musei Civici Eremitani – Chiesa degli Eremitani

Poco distante dalla stazione si trova uno dei complessi museali più antichi del Veneto, quello dei Musei Civici Eremitani. Nei chiostri dell’ex convento dei frati eremitani troviamo il Museo Archeologico e il Museo di Arte Medievale e Moderna. Annessi al complesso ci sono anche la Cappella Scrovegni e il Palazzo Zuckermann. Il Museo Archeologico si trova al piano terra e raccoglie svariati reperti tra cui oggetti antichi, tombe funerarie e mosaici, che raccontano la storia non solo della città ma di tutto il territorio, dalla civiltà paleoveneta fino all’epoca romana. Il Museo d’Arte Medievale e Moderna, al primo piano, conserva una ricca collezione di opere d’arte di gran pregio che vanno dal Trecento al Settecento veneto. Rientrano nel complesso museale anche i musei di Palazzo Zuckermann, edificio ottocentesco che si trova di fronte ai giardini dell’Arena Romana. I musei sono due, il Museo di Arti applicate e decorative e il Museo Bottacin. Il primo conserva oggetti di vario genere come ceramiche, gioielli, tessuti e mobili, risalenti a varie epoche, che fanno rivivere atmosfere di ambienti quotidiani. Il secondo è una raccolta d’arte privata donata al Comune di Padova dal commerciante Nicola Bottacin, che comprende anche una delle più importanti collezioni di monete antiche al mondo.

 

Cosa visitare a Padova

 

Cappella Scrovegni

Il vero capolavoro della “Padova Urbs Picta” è racchiuso nella Cappella Scrovegni,

dedicata a Santa Maria della Carità e voluta da Enrico Scrovegni, famoso e ricchissimo banchiere di Padova. Il padre Reginaldo, che Dante collocò nell’Inferno della Divina Commedia, aveva accumulato un’immensa fortuna grazie all’attività di usuraio. Il figlio Enrico voleva redimere e celebrare il nome della propria famiglia con un gesto di devozione. L’opera da realizzare doveva essere grandiosa e così fu. Commissionò la decorazione della cappella a Giotto dopo averne visto i lavori alla Basilica del Santo. Si tratta di uno dei cicli di affreschi trecenteschi tra i più famosi e meglio conservati al mondo, realizzato da Giotto tra il 1302 e il 1305. Preparatevi perché visitare la Cappella Scrovegni è veramente un’esperienza unica. L’edificio, un tempo accostato al palazzo degli Scrovegni, demolito nell’Ottocento, si trova nei giardini dell’Arena Romana. Una semplice struttura in mattoni che da fuori non svela nulla del suo contenuto sublime. All’interno la volta a botte è dipinta di un azzurro intenso, un cielo costellato di stelle. Le pareti sono suddivise in diversi riquadri e narrano le varie storie, iniziando dalle scene con i genitori di Maria, proseguendo poi con la vita di Maria e la vita di Gesù. Di grande effetto il Giudizio Universale con le terribili punizioni inferte all’Inferno e la figura terrorizzante di Lucifero.

 

Le innovazioni di Giotto

La grandezza di questo ciclo di affreschi sta nelle innovazioni che Giotto seppe sviluppare nella sua pittura. Innanzitutto una raffigurazione realistica, piena di dettagli, espressioni emotive e gesti naturali che rendono la narrazione un racconto di vita reale. In secondo luogo la costruzione di spazi prospettici che creano ambientazioni reali e di figure non più statiche ma in movimento, sempre nell’atto di fare e dire qualcosa. Per ultimo, ma forse il più spettacolare, l’uso del colore, con la preferenza di colori tenui ma luminosi e chiaroscuri talmente soffusi da sembrare velature, un equilibrio cromatico che avvolge tutto l’ambiente e che affascina non appena si entra nella cappella. Ricordate che per visitarla è necessaria la prenotazione, dovrete aspettare all’interno di un “Corpo Tecnologico Attrezzato” che permette l’accesso di 10 persone alla volta per un massimo di 15 minuti di visita. Un sistema complesso di salvaguardia di questo importante capolavoro che rende stabile il microclima all’interno della cappella.

 

Cosa visitare a Padova

 

Chiesa degli Eremitani

Vicino al complesso dei Musei Civici si trova La Chiesa degli Eremitani dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, risalente al XIII secolo. L’architettura è semplice, tipica degli agostiniani, una grande navata unica con soffitto ligneo. Molte le decorazioni interne e di gran pregio, tra le altre sono presenti i resti dei cicli di affreschi trecenteschi di Giusto de’ Menabuoi e alcuni frammenti di quelli di Guariento, entrambi influenzati dalla pittura di Giotto. Nella famosa Cappella Ovetari si trovava anche un importante ciclo di affreschi rinascimentali che andò completamente distrutto durante la seconda Guerra Mondiale. Si salvarono solo alcuni riquadri del Mantegna, staccati a fine Ottocento. Grazie al recupero dei frammenti oggi è possibile vederne l’insieme pittorico ricostruito.

 

Cosa visitare a Padova

 

 

Basilica di Sant’Antonio di Padova

Ora siamo pronti per proseguire il nostro percorso fino alla Basilica di Sant’Antonio di Padova. Prendendo Via Zabarella si arriva quasi subito in Via del Santo che conduce a Piazza del Santo. Nella piazza svetta un’opera rinascimentale straordinaria, il monumento al Gattamelata di Donatello, una delle più belle sculture equestri di tutti i tempi. Sul sagrato della basilica si trova anche l’Oratorio di San Giorgio, al cui interno sono conservate le splendide decorazioni di Altichiero da Zevio, un ciclo di affreschi realizzato tra il 1379 e 1384, che si rifà completamente al modello giottesco della Cappella Scrovegni. La Basilica di Sant’Antonio di Padova risale al XIII secolo e presenta un insieme di stili e strutture diversi, in cui convivono elementi romanici, gotici e bizantini. A croce latina e a tre navate, nelle sue molte cappelle ospita capolavori d’arte sacra, decorazioni pittoriche e monumenti funebri famosi. Per decorarla furono chiamati i più eccelsi maestri come Giotto e Mantegna. Proprio all’interno della basilica e dell’annesso convento si possono scoprire le prime tracce di Giotto, che qui lavorò ancor prima di iniziare la decorazione della Cappella Scrovegni. Sempre nella basilica potrete vedere anche i lavori di altri protagonisti della grande stagione trecentesca come Giusto de’ Menabuoi e Altichiero da Zevio. All’interno della basilica lavorarono molti altri artisti tra scultori e architetti. L’Altare maggiore di grande bellezza fu realizzato da Donatello tra il 1443 e il 1450. Sono sue anche le sculture bronzee ai lati dell’altare e la “Deposizione” sulla parte retrostante.

 

Cosa visitare a Padova

 

Luogo di devozione

Lungo la monumentale abside della basilica corre un deambulatorio che conduce alle varie cappelle, tra cui la “Cappella del Tesoro” in stile barocco dove sono conservate le reliquie del Santo. L’ambiente è sontuoso e accoglie i devoti in un percorso di forte impatto emotivo. Ancora più suggestiva è la cinquecentesca “Cappella dell’Arca del Santo”, che conserva le spoglie del Santo Portoghese. La decorazione di questa cappella è stupefacente ma quello che colpisce è l’atmosfera di devozione che vi si respira. Molte sono le immagini votive, le suppliche e le preghiere affidate dai pellegrini al Santo. Meta di pellegrinaggio da tutto il mondo la Basilica di Sant’Antonio di Padova accoglie i devoti anche nei suoi bellissimi chiostri, ricchi di monumenti, rilievi e opere d’arte, ma soprattutto luoghi di preghiera e raccoglimento spirituale. Ci salutiamo proprio qui in questi luoghi silenziosi e appartati, immersi in un’atmosfera quasi mistica.

 

Articolo e Foto di Morena Schiffo

LEGGI ANCHE:

 

Follow