cosa vedere ad alberobello e dintorni

Cosa vedere ad Alberobello e dintorni

Alberobello è un piccolo borgo che si trova in provincia di Bari, a poca distanza dal mare. La cittadina è situata in una zona collinare di natura calcarea, al centro dell’altopiano della Murgia. In questa zona, la Valle d’Itria, il terreno è carsico e argilloso, adatto alla coltivazione di ulivi e vitigni pregiati. Il paesaggio che si attraversa per raggiungere Alberobello, tra ulivi secolari e vigneti, è meraviglioso. Il territorio è caratterizzato anche dalla presenza di tantissime pietre, che si vedono ovunque, nei muretti divisori tra i campi, nelle stradine, e naturalmente nei trulli che iniziano a comparire già nelle campagne adiacenti il paese. Il nostro itinerario partirà proprio da questo particolare borgo per scoprire cosa vedere ad Alberobello e dintorni. Visiteremo i luoghi d’interesse più importanti come Rione Monti, Rione Aja Piccola e i più caratteristici trulli. La storia di Alberobello, le sue costruzioni così singolari, la simbologia misteriosa dei trulli, hanno un fascino che è difficile da dimenticare. Altrettanto affascinante è un altro luogo che si trova un po’ più a nord, sempre nella zona dell’alta Murgia, a una trentina di chilometri da Bari. Si tratta di uno dei posti più suggestivi e misteriosi del Sud Italia, Castel del Monte. Proprio qui si concluderà il nostro viaggio con la visita al castello di Federico II di Svevia.

La storia di Alberobello  

Il territorio originario dove nacque Alberobello era costituito da una rigogliosa foresta che fu bonificata. Una parte di questa è oggi un’area naturalistica protetta chiamata “Bosco Selva” e si trova poco distante dal centro abitato. La nascita di questa cittadina ha una storia quasi leggendaria, risalente alla seconda metà del Seicento. Si racconta che i Conti Acquaviva di Coversano, feudatari del territorio, avessero dato il permesso ai contadini di costruire un intero villaggio di nuove abitazioni. Queste dovevano essere però “a secco”, cioè senza malta, così da poterle smantellare velocemente in caso di controlli da parte delle guardie regie. I feudatari in questa maniera avrebbero evitato di pagare il tributo dovuto al re per la costruzione di nuovi centri abitati. Un espediente singolare che, grazie anche all’abbondanza di pietra calcarea nel luogo, avrebbe dato vita ad una delle più pittoresche cittadine esistenti in Italia e nel mondo.

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Cosa vedere ad Alberobello e dintorni

I Trulli di Alberobello

La parola “Trullo” deriva probabilmente dal greco e significa “cupola”, il termine però fu utilizzato solo in epoca recente. Le tipiche costruzioni “a secco” venivano chiamate dagli abitanti della zona “casedde”, casette. La loro origine risale all’epoca preistorica, ma non esistono reperti così antichi, quelli presenti nel territorio sono attribuibili ad un’epoca che parte dal Cinquecento. Le abitazioni sono costruite direttamente su fondamenta in pietra calcarea e hanno una struttura cilindrica formata da spesse mura. Completamente bianchi terminano con un tetto conico di colore scuro, da dove spunta il “pinnacolo” di diverse forme. Sui tetti conici delle costruzioni sono presenti disegni particolari che caratterizzano ogni trullo, forse con funzioni propiziatorie o addirittura magiche.

I Rioni  

Il Rione Monti conta più di un migliaio di trulli, tutti bianchi con il loro tetto conico scuro, disposti leggermente in salita e attraversati da una serie di diverse vie. L’effetto che fa vederli tutti insieme dall’alto, il punto panoramico si trova salendo fino a Piazza del Popolo, è fantastico. Passeggiando tra le stradine troverete non solo le abitazioni, ma anche negozi, ristoranti e localini tipici sempre a forma di trullo. Molte strutture sono anche adibite a Hotel o Bed & Breakfast. Vi consiglio di soggiornare qui almeno una notte, dormire in un trullo è un’esperienza unica. Nel Rione Monti si trova anche la “Chiesa a Trullo di Sant’Antonio”, costruita nel 1927, che custodisce una reliquia del santo. Ha una cupola altissima e l’interno è disposto a croce greca, sono presenti anche alcuni dipinti e bassorilievi di notevole pregio.

Il Rione Aja Piccola è più raccolto ma molto suggestivo, qui i trulli sono meno, circa 500, la maggior parte abitazioni private. Le stradine si diramano tra i Trulli in un percorso intricato e vi sembrerà di essere in un villaggio fantastico, fuori dal tempo. Qui si trova anche il Museo del Territorio “Casa Pezzola”, un insieme di una quindicina di trulli collegati fra di loro che raccolgono, nelle sale interne, molte testimonianze del territorio, la sua storia, la sua cultura e le origini di queste costruzioni.

Cosa vedere ad Alberobello, i “Trulli” più famosi

Tra i tanti trulli di Alberobello ce ne sono alcuni di molto peculiari, uno di questi è sicuramente il Trullo Sovrano. Il nucleo più antico della costruzione, la parte sinistra, risale al Seicento, il resto fu costruito nella prima metà del Settecento dalla famiglia del sacerdote Cataldo Perta. Si trova nella zona nord di Alberobello vicino alla Chiesa dei Santi Medici Cosma e Damiano. Le principali caratteristiche che contraddistinguono l’edificio sono due, la costruzione “a cotto”, con malta, e la struttura a due piani. La cupola imponente, alta circa 14 metri, si trova al centro di un gruppo di altre cupole più piccole. Una struttura molto interessante che rappresenta una sorta di evoluzione della tipica “architettura a trullo”. Il Trullo Sovrano, di proprietà privata, è oggi una vera e propria “casa museo”, completa di suppellettili e mobili originali. Un altro trullo famoso per la sua particolarità è sicuramente il Trullo Siamese, conosciuto anche per la sua storia legata ad una leggenda popolare. Si tratta di un trullo doppio collegato da un unico tetto, entrambi gli ambienti hanno entrate separate che si aprono su due strade differenti. Si narra che inizialmente fosse un unico trullo dove abitavano due fratelli a cui interessava la stessa ragazza. La fanciulla promise di sposare il fratello maggiore ma invece finì per innamorarsi di quello minore. Si racconta anche che provarono una convivenza a tre ma, visti la gelosia e le liti che si crearono tra i due fratelli, decisero di dividere il trullo in due, ognuno con la propria entrata su strade opposte.

Castel del Monte   

Se l’atmosfera di Alberobello vi farà entrare in un sogno fantastico, quella di Castel del Monte vi trasporterà nel mistero delle leggende medievali, con draghi, cavalieri, maghi e sortilegi. Vi ricordate il film Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone? Alcune scene furono girate proprio qui, a Castel del Monte. Il castello si trova nei pressi della città di Andria e risale al XIII secolo. Fu voluto da una delle figure più affascinanti del medioevo, Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re delle due Sicilie. Un personaggio ricco di passioni, tra cui la filosofia, la matematica, la poesia e l’astronomia, che si circondò di molti studiosi, provenienti sia dall’Occidente che dall’Oriente. La struttura architettonica del castello è una combinazione di elementi e stili diversi, arabi, gotici e nordici, governati da una precisa ricerca di perfezione geometrica, ricca di significati simbolici ancora oggi sconosciuti.

castel del monte

Un capolavoro architettonico  

Castel del Monte si trova su un promontorio roccioso e domina tutta la vallata. È il fulcro di una rete di castelli dislocati nel territorio, più di un centinaio, tutti voluti da Federico II.  Il castello non sembra la tipica fortezza difensiva, non possiede un fossato e nemmeno ponti levatoi e la sua struttura architettonica è molto particolare, ricorda la forma di una corona. Il castello ha una pianta ottagonale con otto torri anch’esse ottagonali. L’edificio è a due piani, con otto stanze per ogni piano, disposte attorno al cortile di forma ottagonale, otto finestre per piano e due scale a chiocciola che conducono al primo piano con 44 scalini ognuna. Il numero otto domina tutta la struttura, un simbolo magico che avvolge il castello in un’atmosfera incantata. Oggi è completamente vuoto, ma mantiene tutto il suo fascino misterioso e vi consiglio di fermarvi ad ammirarlo anche dall’esterno. Io vi saluto proprio qui davanti ad un meraviglioso spettacolo. Castel del Monte svetta sulla collina, irradiato dalla luce del sole che ne esalta il colore della pietra e la perfezione della forma.

Articolo di Morena Schiffo

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